Stefano Cappellini

AI, Deep Learning, Machine Learning, Software Engineering

Come funzionano (male) le librerie che vendono libri online

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Buongiorno a tutti, oggi vorrei raccontarvi un comportamento, a parer mio non molto corretto, adottato (purtroppo) dalla gran parte delle librerie online. Ci tengo a precisare che questo articolo non vuole assolutamente avere natura promozionale, motivo per cui verranno tralasciate tutte le informazioni ritenute non strettamente necessarie.

Facciamo un passo indietro

Nel mese di agosto ho iniziato a lavorare al mio libro, inseguendo un sogno che avevo da parecchi anni. Specifico che si tratta di un libro prodotto completamente in autonomia (per dirla all’inglese, self published), ossia in assenza di un vero e proprio editore. Agli inizi di dicembre ho avuto cura di prenotare il codice ISBN, richiesto dalla legge per tutti i prodotti editoriali. Il lavoro è proseguito, con i tipici alti e bassi, in relativa tranquillità fino all’inizio di marzo, quando ho finalmente avuto l’opportunità di stampare. Per evitare di inserire, sulla copertina del libro, informazioni errate, con le ovvie conseguenze economiche e temporali, ho deciso di registrare questo ISBN, associandolo al libro in questione prima della stampa, limitando così il rischio che potesse malauguratamente scadere o dimostrarsi errato.

Cos’è successo

Intorno a metà marzo, con le copie ancora fresche di stampa, una volta organizzato il sito di ecommerce attraverso il quale effettuare la vendita, mi sono accorto di un fatto alquanto increscioso:

un gran numero di librerie online riportava tale libro come in vendita dagli inizi di marzo (ovvero dal momento dell’attivazione del codice ISBN), come disponibile e tranquillamente ordinabile, ad un prezzo spesso inferiore a quello di copertina (con sconti fino al 15%), il tutto completamente a mia insaputa.
Questo comportamento è, a mio modesto parere, altamente lesivo nei confronti dei consumatori, degli autori indipendenti e dei piccoli editori, per i motivi che andrò a dettagliare nei paragrafi successivi.

Quali sono i problemi?

Problema numero 1: diritto all’inedito

Sono ben consapevole che l’attivazione di un codice ISBN equivale, in pratica, alla pubblicazione effettiva del libro ad esso associato. Tuttavia ritengo che vi sia (o quantomeno che vi dovrebbe essere) una “lieve” differenza tra la semplice attivazione del codice ISBN, che consiste in una registrazione all’interno di un archivio, e vedere il proprio libro pubblicizzato su tutte le principali vetrine online. Dovrebbe spettare all’autore o, eventualmente all’editore, il diritto di comunicare ai commercianti, ai distributori, alla stampa e al pubblico l’effettiva disponibilità di un dato prodotto, nei modi, nei tempi e attraverso i canali desiderati. Questo aspetto è ancora più importante considerando che l’apposizione di un codice ISBN non è una possibilità, bensì un’esplicita richiesta di legge rivolta, come detto, a tutti i prodotti editoriali. Non vi dovrebbe essere, quindi, alcuna implicazione tra tale pubblicazione e il fatto di vedere pubblicizzato il proprio prodotto nei negozi online.

Problema numero 2: tutela del consumatore, degli autori indipendenti e dei piccoli editori

Mi domando come sia possibile che una libreria online possa creare una pagina per un libro, sostenendo di averlo a disposizione, e metterlo in vendita ad un determinato prezzo (talvolta addirittura scontato e con spese di spedizione gratuite) senza averlo però mai realmente acquistato e, sopratutto, senza aver preventivamente contattato l’autore o l’eventuale editore per ottenere informazioni sull’effettiva disponibilità delle copie, sull’eventuale margine di guadagno e sulle condizioni di vendita. Mi sembra francamente un comportamento alquanto discutibile.

Innanzitutto, è un comportamento lesivo nei confronti di un consumatore, che potrebbe trovarsi ad acquistare, presso un negozio online, un libro che in realtà non è disponibile e che, potenzialmente, potrebbe non esserlo mai. Dall’altro lato, questa offerta così competitiva, ma del tutto priva di fondamento, è lesiva nei confronti dell’autore e dell’editore, i cui prezzi, riportati nei rispettivi siti, potrebbero essere percepiti da parte dei potenziali clienti come non così allettanti. Il paradosso è che un consumatore potrebbe trovare quindi più conveniente acquistare da una suddetta libreria online, che però non dispone del bene in oggetto e potrebbe anche non riuscire ad ottenerlo, rispetto che acquistare direttamente dall’editore. Non è libero mercato, è solo una guerra di prezzi, assolutamente fasulla, in cui a rimetterci sono solo i piccoli autori ed editori.

Problema numero 3: cattiva pubblicità

Cosa succederebbe se una di queste librerie online dovesse ricevere un ordine per il mio libro? Ci sono varie possibilità:

  1. Accorgendosi di non averlo disponibile, tale libreria potrebbe informare il cliente del problema, effettuando, eventualmente un rimborso
  2. La libreria potrebbe contattarmi, domandandomi il prezzo di vendita, la disponibilità (potrei non avere più copie disponibili) e le eventuali condizioni. A questo punto, qualora il volume fosse disponibile e la libreria valutasse positivamente l’eventuale margine di profitto, essa potrebbe finalmente consegnare la copia al cliente.
  3. Al contrario del punto due, la libreria potrebbe contattarmi e non ritenere soddisfacente l’eventuale margine di profitto, rifiutando, di fatto, l’ordine del cliente, con conseguente eventuale rimborso.

In tutti questi casi, la costante è il ritardo non previsto e il disservizio che si causa al cliente che, ignaro delle motivazioni sottostanti e delle responsabilità, potrebbe finire per incolpare l’autore/l’editore di scarsa serietà in quanto i suoi prodotti sono di difficile reperimento.

Problema numero 4: informazioni spesso errate

Come se ciò non bastasse, le librerie online decidono spesso di adottare comportamenti ancor più “creativi”, incuranti dei danni che possono provocare.

  • Ad esempio, una nota piattaforma di e-commerce, nel creare la pagina di vendita del mio libro, ha ben pensato di metterlo in prevendita indicando che tale volume sarebbe stato disponibile solamente a partire da dicembre 2019.
  • Continuando con gli esempi, una libreria universitaria ha indicato, nella mail automatica che si riceve “acquistando” magicamente il mio libro presso il loro sito, che (cito testualmente): “i tempi che sono visualizzati nelle singole schede prodotto derivano dalle informazioni ricevute dagli editori o distributori”. Molto interessante, vero? E con chi avrebbero mai parlato? Ve lo dico io, con nessuno, come sempre.

Queste informazioni errate hanno come unico effetto quello di confondere il consumatore, danneggiando e/o limitando il già limitato pubblico a cui può sperare di avere accesso un autore indipendente o un piccolo editore. Un danno, in questo caso, sia economico sia di immagine.

Comunicazioni intercorse

Dato l’elevato numero di librerie, piattaforme di e-commerce, vetrine virtuali che dir si voglia, coinvolte, non ho potuto occuparmi di ciascuna di esse singolarmente. Ho però deciso di affrontare la questione almeno con una di esse, per comprendere a fondo il problema. Tralasciando i dettagli, l’impressione che ho avuto è che, purtroppo, tali aziende siano ben consapevoli di questa situazione, ma che essa vada avanti sospinta da un qualche meccanismo di inerzia dettato dalla volontà e necessità di ciascuna libreria online di presentare un prodotto prima delle altre.

Infatti, dopo un iniziale muro, forte della consulenza di tre diversi avvocati e minacciando di consultare anche le associazioni per la tutela dei consumatori, sono riuscito ad ottenere la rimozione della pagina di vendita del mio libro, con riconoscimento delle problematiche sopra discusse.

Conclusioni

Ho come l’impressione che, spinte dall’estrema competizione e dalle necessità di presentare un prodotto prima delle loro dirette avversarie, le librerie online adottino però, nei confronti degli autori indipendenti, dei piccoli editori e, sopratutto dei consumatori, dei comportamenti alquanto scorretti. Gli autori indipendenti e gli editori rischiano infatti di vedersi completamente bruciata la presentazione del libro, già pubblicizzato e in vendita magari da settimane, a loro completa insaputa, e di finire, a loro malgrado, immischiati in una guerra dei prezzi completamente fasulla. I consumatori, invece, potrebbero trovarsi ad acquistare prodotti che non sono in realtà disponibili, con conseguente delusione, perdita di tempo e, chissà, magari anche di denaro.

Note

L’obiettivo di questo articolo è di mostrare dei comportamenti e delle logiche di mercato a parer mio discutibili e che andrebbero regolamentate a maggior tutela degli autori e dei piccoli editori, specie in questi anni in cui il self publishing sta assumendo dimensioni considerevoli. Per evitare complicazioni eccessive ho preferito non nominare direttamente le aziende interessate da questo articolo. Sottolineo però che tutte le comunicazioni intercorse, le mail ricevute, le risposte dei servizi clienti contattati sono a mia disposizione, pronte a supportare quanto da me descritto in questo articolo.

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